Disturbo Ossessivo Compulsivo

Psicoterapia ImolaIl Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) è caratterizzato da pensieri o impulsi ricorrenti (ossessioni), che sono avvertiti come intrusivi, irrazionali o sgradevoli, ma ciò nonostante sono irrefrenabili. La risposta alle ossessioni consiste in atti ripetitivi e riutilizzati (compulsione); le compulsioni servono a rassicurare il paziente circa i dubbi sollevati dalle ossessioni.

Le Ossessioni e Compulsioni occupano un tempo significativo della giornata (un ora o più al giorno) e interferiscono con le attività del quotidiano (lavoro, studio, vita di relazione, cura della casa o dell’igiene ecc.).

Le Ossessioni sono mantenute da un meccanismo paradossale: più si cerca di sopprimerle e di allontanarle e più questi pensieri aumentano di intensità e di frequenza.

L’aspetto importante delle ossessioni è dato dalla loro involontarietà; cioè esse non sono suscitate dalla persona, il quale tenta in tutti i modi di porvi termine con altri pensieri, atti o “gesti cognitivi” detti anche neutralizzazioni. Se le ossessioni sono involontarie, le neutralizzazioni sono sempre volontarie.

Le Compulsioni sono comportamenti intenzionali ed apparentemente finalizzati o azioni mentali che la persona non può fare a meno di mettere in atto, in risposta ad un’ossessione, e che riconosce come irrazionali o inappr

opriati.

Il DOC è spesso associato all’ansia, portando ad Attacchi di Panico, evitamento fobico e compromissione della vita quotidiana.

Il disturbo viene riconosciuto come tale solo se la presenza di ossessioni e compulsioni comporta una marcata sofferenza, compromette il normale funzionamento sociale e lavorativo del soggetto e se non è meglio giustificata da altri disturbi d’ansia o da malattie psichiatriche dovute a condizioni mediche generali.

Caratteristiche centrali del disturbo sono:

  • La ripetitività, la frequenza e la persistenza della attività ossessiva;
  • La sensazione che tale attività sia imposta e compulsiva.

 

IL TRATTAMENTO: LA TERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE

Le linee guida internazionali indicano nella terapia farmacologica e nella terapia cognitivo-comportamentale i trattamenti più efficaci.

La terapia cognitivo-comportamentale è finalizzata a breve termine a ridurre la quantità e la frequenza dei sintomi e, più a lungo termine, a rendere il soggetto meno vulnerabile ai temi e ai meccanismi cognitivi che hanno contribuito alla genesi e al mantenimento del disturbo.

La tecnica elettiva nel trattamento è l’Esposizione combinata con la Prevenzione della Risposta. L’esposizione (nelle sue diverse varianti: esposizione graduale o prolungata; per immagini o in vivo) consiste nel mettere un soggetto in contatto con uno stimolo o situazione che elicita disagio per un lasso di tempo maggiore a quello che il soggetto normalmente tollera. Ad esempio si chiede ad un soggetto che ha tra i suoi sintomi quello di evitare di toccare le maniglie delle porte, di toccare una maniglia e di mantenere il contatto per 2 minuti. La sperimentazione dell’ansia è negli obiettivi della tecnica; il paziente viene però aiutato sia graduando l’esposizione e sia attraverso interventi preventivi che motivano e riducono la minacciosità del contatto.

La prevenzione della risposta consiste nel bloccare i comportamenti sintomatici normalmente messi in atto dal paziente dopo il contatto con la situazione temuta. Il comportamento viene bloccato per un tempo maggiore rispetto quello in cui il paziente è “naturalmente” capace di procastinare la risposta. Riprendendo l’esempio precedente, si chiede al paziente di non lavare le mani dopo aver toccato la maniglia per un ora.

Alle tecniche di esposizione e prevenzione della risposta, la terapia cognitivo-comportamentale affianca interventi direttamente finalizzati al cambiamento dei contenuti e processi cognitivi che contribuiscono alla genesi e al mantenimento del disturbo.

Le percentuali di guarigione registrate in letteratura variano tra il 50 e l’85%.

ARCHIVIO